COVID19 - AF24 | Associazione Formatori24 - Sicurezza sul Lavoro

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COVID19

Covid19

Cos'è un virus

Sostanzialmente si parla di organismi o gruppi di esso che hanno natura non cellulare le cui dimensioni oscillano generalmete da circa 20 a 200-250 nm, essi sostanzialmente hanno bisogno di trasmettersi tramite contagio di un organismo ospite poichè non in grado di autoprodursi. Ossia, attenenza nella alla sintesi proteica autonoma. Le malattie, derivanti dalla diffusione e dal contagio di virus, riguardano sia il regno vegetale, sia il regno animale. La loro diffusione tra gli uomini dà spesso origine a vere e proprie malattie più o meno acute che se non curate tempestivamente ed in maniera efficace possono portare a disturbi cronici. Fra l'altro sono del tutto incapaci di aumentare le loro dimensioni originarie.

Rischio biologico
Nella comune prassi di valutazione del rischio a seguito della quale si redige il DVR (documento di valutazione del rischio aizendale): il rischio biologico, previsto al Titolo X del D.Lgs. 81/200 smi., è trattato con una analisi semiqualitativa dal valutatore, a differenza di come può avvenire per quelle categorie come i rschi definiti fisici - ma non solo - che sono analitacamente determinati anche tramite indagini strumentali sul campo.
E' opportuno, per la sua valutazione e il successivo monitoraggio, ricorrere ad apposite check list e ad opportuni protocolli di buona prassi condivisi e sottoscritti a livello aziendale, poichè la lor maggiore diffusione è determinante sulla efficacia delle misure che vi si inseriscono adottandole in modo continuo e diffuso. Inoltre, va sottolineato che l'agente biologico, proprio per la sua natura, può essere introdotto nel contesto di vita quotidiana e lavorativa in qualsiasi momento e circostanza sia in modo volontario - soprattuto in ambito sanitario - sia in modo involontario. Alla luce di questo aspetto il valutatore deve prevedere una serie di scenari che al momento dell'analisi di rischio non sono affatto tangibili.
La vigente normativa estende la valutazione del rischio biologico a tutte le attività lavorative in cui vi è rischio di esposizione ad agenti biologici.
Una corretta valutazione in tale ambito risulta essere efficace e ben strutturata quando il rischio stesso tiene conto delle caratteristiche che ciascun agente biologico presenta:
  • Infettività
  • Trasmissibilità
  • Patogenicità
  • Neutralizzabilità
Pertanto ciò vuol significare che in relazione al comparto e al contesto ambientale che il valutatore sta analizzando, per la corretta valutazione del rischio biologico, deve essere a conoscenza, tramite indagine dirette ed indirette, quali siano nello specifico gli agenti che riguardano l'analisi realizzata ad hoc.
Il titolo X del D.Lgs. 81/2008 smi. suddivide gli agenti biologici in 4 gruppi:
  • I GRUPPO agenti biologici che presentano poche probabilità di causare malattie in soggetti umani
  • II GRUPPO agenti biologici che possono causare malattie in soggetti umani e costituire un rischio per i lavoratori; è poco probabile che si propaghi in comunità; sono disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche.
  • III GRUPPO agenti biologici che possono causare gravi malattie in soggetti umani e costituisce un serio rischio per i lavoratori; può presentare un elevato rischio di propagazione in comunità ma di norma sono disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche.
  • IV GRUPPO agenti biologici che possono causare gravi malattie in soggetti umani e costituisce un serio rischio per i lavoratori; può presentare elevato rischio di propagazione in comunità ma non sono disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche.
E' interessante osservare, come uno strumento normativo abbastanza dinamico, come il D.Lgs. 81/2008 smi. preveda di fatto per la valutazione  del rischio agenti biologici che al momento potrebbero risultare innocui e che nel tempo invece manifestino una speciale aggressività e letalità anche per l'uomo - il c.d. salto di specie - o addirittura lasci il campo di valutazione libero a nuovi agenti non ancora conosciuti.
Tuttavia risulta doveroso fare una riflessione, nell'allegato XLVIII sono inseriti nella classificazione solo gli agenti che causano patologie nell’uomo i cui effetti riguardano soggetti sani
 L’elenco contiene indicazioni che individuano gli agenti biologici per i quali è disponibile un vaccino efficace.
Chi valuta RSPP e Medico Competente di concerto con eventuali consulenti esterni specializzati (biologi, virologi, infettologi etc.)

COVID19

E' un agente biologico patogeno: virus.

Risulta nuovo per l'uomo il cui sistema immunitario non riesce a dare una risposta adeguta, probabilmente il virus legandosi ad una proteina ha effettuato ciò che viene definito salto di specie.

Da un punto di vista prettamente tecnico ai fini della corretta valutazione  del rischio allo stato attuale si hanno troppe poche informazioni per poter procedere ad un'analisi mirata e puntuale.

In data 14 marzo 2020 è stato varato e siglato un protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento fondamentale che tutale i lavoratori di aizende operative in piena emergenza sanitaria.

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Contenimento del rischio biologico da COVID19

Oltre a quanto già stabilito dai DPCM già emanati ed attualmente in vigore, per le modalità di lavoro su tutto il territorio nazionale:

• sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
• siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
• siano sospese le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione;
• assumano protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
• siano incentivate le operazioni di sanificazione nei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali;
• per le sole attività produttive si raccomanda altresì che siano limitati al massimo gli spostamenti all’interno dei siti e contingentato l’accesso agli spazi comuni;
• si favoriscono, limitatamente alle attività produttive, intese tra organizzazioni datoriali e sindacali;
• per tutte le attività non sospese si invita al massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile.

In particolare:
 l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5°) o altri sintomi influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria
 la consapevolezza e l’accettazione del fatto di non poter fare ingresso
 di poter permanere in azienda e di doverlo dichiarare tempestivamente laddove, anche successivamente all’ingresso, sussistano le condizioni di pericolo (sintomi di influenza, temperatura, provenienza da zone a rischio o contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, etc) in cui i provvedimenti dell’Autorità impongono di informare il medico di famiglia e l’Autorità sanitaria e di rimanere al proprio domicilio
 l’impegno a rispettare tutte le disposizioni delle Autorità e del datore di lavoro nel fare accesso in azienda (in particolare, mantenere la distanza di sicurezza, osservare le regole di igiene delle mani e tenere comportamenti corretti sul piano dell’igiene)
 l’impegno a informare tempestivamente e responsabilmente il datore di lavoro della presenza di qualsiasi sintomo influenzale durante l’espletamento della prestazione lavorativa, avendo cura di rimanere ad adeguata distanza dalle persone presenti.
 Il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea . Se tale temperatura 1 risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro.
 Il datore di lavoro informa preventivamente il personale, e chi intende fare ingresso in azienda, della preclusione dell’accesso a chi, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS.
 Per l’accesso di fornitori esterni individuare procedure di ingresso, transito e uscita, mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto con il personale in forza nei reparti/uffici coinvolti
 Se possibile, gli autisti dei mezzi di trasporto devono rimanere a bordo dei propri mezzi: non è consentito l’accesso agli uffici per nessun motivo. Per le necessarie attività di approntamento delle attività di carico e scarico, il trasportatore dovrà attenersi alla rigorosa distanza di un metro
 Per fornitori/trasportatori e/o altro personale esterno individuare/installare servizi igienici dedicati, prevedere il divieto di utilizzo di quelli del personale dipendente e garantire una adeguata pulizia giornaliera
 Va ridotto, per quanto possibile, l’accesso ai visitatori; qualora fosse necessario l’ingresso di visitatori esterni (impresa di pulizie, manutenzione…), gli stessi dovranno sottostare a tutte le regole aziendali
 Ove presente un servizio di trasporto organizzato dall’azienda va garantita e rispettata la sicurezza dei lavoratori lungo ogni spostamento.
 l’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago
 nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali, si procede alla pulizia e sanificazione dei suddetti secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute nonché alla loro ventilazione
 occorre garantire la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi
 l’azienda in ottemperanza alle indicazioni del Ministero della Salute secondo le modalità ritenute più opportune, può organizzare interventi particolari/periodici di pulizia ricorrendo agli ammortizzatori sociali (anche in deroga)
 è obbligatorio che le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani
 è raccomandata la frequente pulizia delle mani con acqua e sapone
 l’azienda mette a disposizione idonei mezzi detergenti per le mani
a. le mascherine dovranno essere utilizzate in conformità a quanto previsto dalle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.
b. data la situazione di emergenza, in caso di difficoltà di approvvigionamento e alla sola finalità di evitare la diffusione del virus, potranno essere utilizzate mascherine la cui tipologia corrisponda alle indicazioni dall’autorità sanitaria
c. è favorita la preparazione da parte dell’azienda del liquido detergente secondo le indicazioni dell’OMS
E qualora il lavoro imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è comunque necessario l’uso delle mascherine, e altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc…) conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie.
 l’accesso agli spazi comuni, comprese le mense aziendali, le aree fumatori e gli spogliatoi è contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di sosta all’interno di tali spazi e con il mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro tra le persone che li occupano.
 occorre provvedere alla organizzazione degli spazi e alla sanificazione degli spogliatoi per lasciare nella disponibilità dei lavoratori luoghi per il deposito degli indumenti da lavoro e garantire loro idonee condizioni igieniche sanitarie.
 occorre garantire la sanificazione periodica e la pulizia giornaliera, con appositi detergenti dei locali mensa, delle tastiere dei distributori di bevande e snack.
 Si favoriscono orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa)
 dove è possibile, occorre dedicare una porta di entrata e una porta di uscita da questi locali e garantire la presenza di detergenti segnalati da apposite indicazioni
 nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria quali la tosse, lo deve dichiarare immediatamente all’ufficio del personale, si dovrà procedere al suo isolamento in base alle disposizioni dell’autorità sanitaria e a quello degli altri presenti dai locali, l’azienda procede immediatamente ad avvertire le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il COVID-19 forniti dalla Regione o dal Ministero della Salute
 l’azienda collabora con le Autorità sanitarie per la definizione degli eventuali “contatti stretti” di una persona presente in azienda che sia stata riscontrata positiva al tampone COVID-19. Ciò al fine di permettere alle autorità di applicare le necessarie e opportune misure di quarantena. Nel periodo dell’indagine, l’azienda potrà chiedere agli eventuali possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente lo stabilimento, secondo le indicazioni dell’Autorità sanitaria.
 la sorveglianza sanitaria periodica non va interrotta, perché rappresenta una ulteriore misura di prevenzione di carattere generale: sia perché può intercettare possibili casi e sintomi sospetti del contagio, sia per l’informazione e la formazione che il medico competente può fornire ai lavoratori per evitare la diffusione del contagio.

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