la formazione come scelta stregica

LA FORMAZIONE COME SCELTA STRATEGICA

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Key Takeaways

  • La formazione sicurezza sul lavoro è fondamentale per prevenire infortuni e promuovere una cultura della sicurezza nelle aziende.
  • Il Decreto Legislativo 159/2025 introduce novità significative, aumentando le risorse per la formazione e focalizzandosi su metodi innovativi come la realtà virtuale.
  • L’Accordo Stato Regioni 2025 stabilisce requisiti chiari per la formazione, includendo nuove tecnologie per migliorare l’efficacia dei corsi.
  • L’INAIL gioca un ruolo cruciale come ente formatore, aggiornando i pacchetti formativi in base alle nuove normative e tecnologie.
  • Investire in formazione sicurezza sul lavoro costituisce una scelta strategica per il benessere dei lavoratori e per la competitività delle organizzazioni.

La formazione dei lavoratori nei luoghi di lavoro rappresenta oggi non solo un obbligo giuridico, ma un elemento essenziale per tutelare la salute, prevenire gli infortuni e promuovere una cultura della sicurezza attiva nelle imprese. La sicurezza sul lavoro, nell’attuale contesto socio-economico, è diventato un fattore strategico per il corretto funzionamento dell’organizzazione aziendale, investire in sicurezza, è una necessità concreta per garantire la sostenibilità e la prosperità delle organizzazioni stesse.

 La formazione riveste un ruolo cruciale in questo processo, fornendo alle persone le competenze e la consapevolezza necessarie per prevenire i rischi e gestire situazioni critiche in modo efficace. Investire nella formazione significa investire nella sicurezza, nel benessere dei lavoratori e nella competitività delle organizzazioni.

L’evoluzione normativa italiana, culminata con il Testo Unico sulla Sicurezza e recentemente rafforzata dal Decreto Legislativo 159/2025 e dal nuovo Accordo Stato Regioni 2025, dimostra la crescente centralità attribuita alla formazione come strumento di prevenzione e responsabilizzazione. Questo decreto ha integrato e sostituito precedenti norme, recependo anche le direttive europee e definendo in maniera chiara, obblighi di prevenzione, protezione, informazione e formazione dei lavoratori.

Per promuovere una vera e propria cultura della sicurezza, è necessario progettare e realizzare programmi formativi di elevata qualità, la progettazione costituisce il fondamento di qualsiasi intervento formativo efficace. Il primo passo di questo processo è rappresentato dall’analisi approfondita dei bisogni formativi, fase essenziale per individuare le principali aree di rischio, le competenze necessarie per affrontarle e le eventuali lacune nelle conoscenze pregresse dei partecipanti. Un ulteriore elemento imprescindibile di un percorso formativo di qualità è rappresentato dalla valutazione continua. Attraverso l’impiego di strumenti di valutazione diversificati è possibile monitorare costantemente i progressi dei partecipanti, individuare eventuali criticità e intervenire tempestivamente per migliorarne l’efficacia. La raccolta sistematica dei feedback dei partecipanti, inoltre, consente di perfezionare il percorso formativo e adattarlo alle esigenze emergenti. In tal senso, l’obbligo formativo non è meramente burocratico: esso rappresenta un investimento diretto per la tutela della vita e dell’integrità fisica di chi lavora.

Novità Significative

Il Decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159, convertito dalla Legge 29 dicembre 2025, n. 198, introduce misure urgenti per la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e prevede novità significative anche in materia di formazione dei lavoratori.

Il decreto destina nuove risorse – non inferiori a 35 milioni di euro – per promuovere interventi di formazione, con particolare attenzione anche a strumenti digitali innovativi come la realtà simulata e aumentata per l’apprendimento esperienziale; vengono ridefiniti i criteri relativi alla formazione e all’aggiornamento periodico dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza anche nelle imprese più piccole; le competenze acquisite in seguito alla formazione saranno registrate elettronicamente, favorendo la tracciabilità e la programmazione continua della formazione stessa;  il decreto prevede l’adozione di un nuovo Accordo Stato Regioni per definire criteri e requisiti di accreditamento dei soggetti che erogano la formazione sulla sicurezza, per innalzare la qualità dell’offerta formativa.

Queste innovazioni mirano non soltanto a rafforzare gli obblighi formativi, ma anche a migliorare l’efficacia della formazione attraverso strumenti moderni, maggiore qualità e tracciabilità.

Accordo Stato Regioni n. 59 del 17 Aprile 2025

Un passo fondamentale nel percorso formativo è stato compiuto con il nuovo Accordo Stato Regioni del 17 aprile 2025. L’Accordo consente anche un periodo transitorio per l’adeguamento delle imprese alle nuove regole e pone l’obbligo di completare specifici percorsi formativi entro scadenze predeterminate.

L’obiettivo 4 dell’Agenda Onu 2030 mira a garantire un’istruzione di qualità, inclusiva ed equa e a promuovere opportunità di apprendimento continuo per tutti.

L’Unione Europea attraverso il Pilastro dei diritti sociali pone l’accento sulla formazione e l’apprendimento permanente di qualità e inclusivo, al fine di gestire con successo le transizioni verde, digitale e demografica.

Il Piano d’azione per l’istruzione digitale UE (2021 – 2027) punta a sostenere l’adeguamento dei sistemi di istruzione e formazione degli Stati membri nell’era digitale. In un contesto lavorativo in continua evoluzione diventa fondamentale aggiornare non solo le pratiche di prevenzione, ma anche i metodi della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro (SSL). Approcci formativi innovativi personalizzati ed esperienziali che si avvalgono di tecnologie digitali, come la realtà virtuale, aumentata o mista (VR, AR, MR), i serious games e le tecnologie di intelligenza artificiale generativa, possono coinvolgere emotivamente il soggetto e favorire l’acquisizione di comportamenti responsabili e sicuri. L’Accordo Stato Regioni del 17 aprile 2025 (Accordo Stato Regioni 2025), stabilisce un quadro normativo innovativo per la formazione obbligatoria in materia di SSL e introduce importanti novità anche sull’uso delle tecnologie digitali a supporto della formazione.

L’ Accordo Stato Regioni 2025 segna un importante passo nella riforma della formazione per la Salute e Sicurezza sul Lavoro, riferimento fondamentale per l’obbligo formativo, indicando contenuti minimi, durata, periodicità e modalità dei percorsi formativi a carattere obbligatorio, abroga tutti i precedenti accordi in materia di formazione, unificando e semplificando le disposizioni in un unico documento prevedendo nuovi corsi per DL e per soggetti che operano in ambienti confinati, viene introdotta una classificazione dei soggetti formatori in tre macrocategorie (istituzionali, accreditati e altri soggetti), per garantire una formazione di pari qualità.

I soggetti formatori rappresentano le figure maggiormente coinvolte nell’attuazione delle nuove disposizioni, in quanto destinatari di numerosi adempimenti distribuiti in diverse sezioni del documento. È responsabilità del soggetto formatore redigere il progetto formativo. Tale documento deve descrivere chiaramente le specifiche del percorso, le modalità di realizzazione, nonché le procedure di controllo e verifica, per garantire la qualità e l’efficacia formativa, su processi basati sul noto ciclo di Deming, dove si ritrovano le fasi del ciclo formativo: analisi dei fabbisogni formativi e di contesto, progettazione, erogazione, monitoraggio e valutazione, cui segue la fase di riesame.

Un’attenzione particolare dell’Accordo Stato Regioni 2025 è stata rivolta all’utilizzo delle tecnologie digitali in ambito formativo.

Nuove tecnologie per la formazione

 L’impiego della formazione a distanza in modalità elearning nell’ambito della Salute e Sicurezza sul Lavoro è stato introdotto a partire dal 2011. A seguito dell’emergenza sanitaria causata dalla pandemia da SARS-CoV-2 si è diffuso anche l’utilizzo della videoconferenza sincrona (VCS). Tale modalità è stata formalmente equiparata alla formazione in presenza dall’art. 9-bis della legge 52/2022, con l’eccezione dei moduli che includono attività di addestramento pratico o esercitazioni per i quali resta necessaria la presenza fisica. L’e-learning come “modello formativo in remoto in modalità prevalentemente asincrona, caratterizzato da forme di interattività a distanza tra discenti, docenti, tutor tramite piattaforma informatica”. Diversamente, la VCS viene descritta come “streaming di un evento formativo in modalità sincrona, che prevede la copresenza di discenti e docenti che interagiscono tra loro presso più postazioni remote, tramite piattaforma multimediale di comunicazione”.

La formazione in VCS, pur se equiparata alla formazione in presenza fisica, presenta caratteristiche peculiari che la distinguono dalla didattica in aula fisica e richiede, da parte dei soggetti formatori, l’adozione di specifiche procedure atte a garantire l’efficacia del processo nel contesto virtuale. Inoltre, è necessario prevedere modalità di gestione degli accessi e degli interventi dei partecipanti durante l’erogazione, il tracciamento delle presenze, la somministrazione delle verifiche di apprendimento, la distribuzione e gestione del materiale didattico e il monitoraggio del percorso formativo. Tali attività devono essere supportate da figure professionali dotate di competenze adeguate all’ambiente digitale.

L’adozione delle tecnologie genera ambienti interattivi e altamente realistici. Tra i principali vantaggi si segnalano: la creazione di scenari immersivi e coinvolgenti; la flessibilità e riproducibilità degli ambienti virtuali; la possibilità di gestire situazioni di rischio in completa sicurezza; l’apprendimento esperienziale privo di conseguenze dannose; la formazione simultanea di più persone; la personalizzazione dei percorsi didattici in base a ruoli, processi e caratteristiche individuali. In tal modo, le tecnologie immersive permettono un apprendimento esperienziale più incisivo rispetto alle metodologie tradizionali, soprattutto in contesti lavorativi complessi. l’implementazione richiede investimenti consistenti in infrastrutture e contenuti, difficilmente sostenibili dalle piccole imprese. La progettazione di scenari realistici implica inoltre competenze specialistiche e un notevole impiego di risorse professionali.

Un’ulteriore metodologia è rappresentata dalla gamification, che applica le logiche tipiche del gioco, per favorire motivazione, coinvolgimento ed attenzione. I serious game, giochi sviluppati con uno scopo educativo ben definito, pur non escludendo il divertimento, risultano particolarmente efficaci nell’attivare emozioni positive, rafforzare le dinamiche interpersonali e promuovere la collaborazione. In questo senso, esperienze digitali ludico-formative possono accrescere la consapevolezza dei lavoratori rispetto alla cultura della SSL, stimolando l’impegno e l’apprendimento continuo.

In sintesi, strumenti promettenti per rendere la formazione alla Salute Sicurezza sul Lavoro più efficace, partecipata e significativa.

Il ruolo dell’INAIL

L’Inail, in qualità di soggetto formatore istituzionale, alla luce delle novità introdotte dall’Accordo Stato Regioni 2025 e sulla base della consolidata esperienza nella progettazione ed erogazione di corsi di formazione in Salute Sicurezza sul Lavoro, ha prontamente attivato i gruppi di lavoro tecnico-scientifici al fine di una rivisitazione della propria offerta formativa, gli esperti Inail hanno provveduto alla progettazione e all’aggiornamento dei pacchetti formativi interessati dalla nuova disciplina.

Un ulteriore apporto viene fornito dalle risultanze scientifiche delle attività progettuali dei Dipartimenti di ricerca che hanno sperimentato le tecnologie digitali con riferimento ad alcuni settori produttivi e a specifici target.

La formazione alla Salute Sicurezza sul Lavoro si delinea sempre più come uno strumento fondamentale per affrontare le sfide e i cambiamenti del mondo del lavoro, in termini culturali e di azione. È necessaria una chiave innovativa che riesca a conciliare diritti e bisogni dei lavoratori con i processi di transizione in atto, che richiedono investimenti in campo formativo e adeguate competenze professionali.

Conclusioni

In conclusione, investire in sicurezza attraverso la formazione rappresenta una scelta strategica in grado di generare benefici tangibili sia per le persone sia per le organizzazioni. Affinché tali benefici si traducano in risultati concreti, è necessario adottare un approccio basato su una progettazione rigorosa e consapevole, capace di garantire percorsi formativi efficaci e di qualità. Solo attraverso un impegno costante e sistematico nella progettazione e nell’implementazione di programmi formativi adeguati sarà possibile creare ambienti di lavoro sicuri, responsabili e sostenibili nel lungo periodo.

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